Operazione Volabus. Offrire un comfort superfluo pur di non perdere la ghiotta occasione di mungere il turista.

28 marzo 2010 alle 19:43 | Pubblicato in AMT, Mobilità | Lascia un commento

Recentemente la stampa cittadina ha dato ampio risalto al naufragio della trattativa intercorsa tra Cristoforo Colombo (l’aereoporto, non il navigatore) e Ryan Air (il vettore aereo low cost) volta a fare dello scalo genovese un nuovo mini-hub della compagnia irlandese. Oggetto del contendere era un ghiotto carnet di 16 destinazioni tra cui 6 domestiche e 10 europee (Scandinavia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito) che sarà verosimilmente spartito tra i più vivaci (e attrattivi) scali di Torino e Pisa. Tra le cause del (preannunciato) insuccesso la stampa aveva riferito (citando il responso della compagnia leader europeo nel settore) la scarsa disponibilità di camere in alberghi di media categoria e l’assenza di un collegamento capillare “a buon mercato” tra città e aereoporto.

A qualcuno negli uffici di Via Montaldo devono essere fischiate le orecchie, visto che, solo alcune settimane dopo, AMT ha annunciato la riorganizzazione del servizio Volabus contro il quale era stato puntato l’indice inclemente. Bene direte voi, la lezione è stata appresa e, anche se col consueto ritardo, qualcosa si muove. E invece no, perchè la musica è sempre quella: non ci basta mai il danno ma esigiamo sempre la beffa (d’altronde del tenace masochismo di chi governa, ho già detto ampiamente).

Ma prima di spiegarvi cosa è frullato in testa ad AMT vorrei fare un passo indietro per dare spazio a una considerazione generale riguardo all’aerostazione internazionale di Genova (6° città italiana per popolazione), il Cristoforo Colombo (20° aereoporto italiano per passeggeri). Continua a leggere Operazione Volabus. Offrire un comfort superfluo pur di non perdere la ghiotta occasione di mungere il turista….

Pissarello e la doppia verità di AMT

22 novembre 2009 alle 12:46 | Pubblicato in AMT, Ferrovia, Metropolitana, Mobilità | Lascia un commento

Se siete arrivati fin qui per interrogare la sfera di cristallo e tirarne fuori certezze come conigli bianchi dal cilindro, allora, vi avverto fin dall’incipit che siete finiti nel posto sbagliato. Si, perché a proposito di AMT ultimamente mi trovo un po’ confuso. Queste righe allora come esercizio per chiarirmi un po’ le idee, ricorrendo all’aiuto di Paolo Pissarello, figura di spicco dell’amministrazione municipale, braccio destro di Marta Vincenzi, vicesindaco titolare della delega alla mobilità.

Interrogato da Vincenzo Galiano in merito al rinnovo del rapporto di collaborazione tra Comune e Transdev (la società francese che ha rilevato il 40% di AMT) Pissarello ha affermato «Transdev è un operatore internazionale di grandissimo livello, il partner giusto per affrontare le grandi trasformazioni che investiranno il trasporto pubblico della nostra città di qui al 2015» (articolo pubblicato sul Secolo XIX del 18 Novembre 2009).

Non vi nascondo che le generose parole del vicesindaco mi hanno fatto tirare un profondo sospiro di sollievo. Nutrivo infatti tutta una serie di preoccupazioni in merito alla reale “natura” di Transdev: sapere che è un “operatore di grandissimo livello”, nonché “il partner giusto”, mi fa ben sperare riguardo alla risoluzione dei tanti problemi che affliggono il trasporto pubblico cittadino (autobus strapieni, attese interminabili alla fermata, mezzi vecchi, scomodi, rumorosi e inquinanti, autobus che viaggiano vuoti in carovana, scioperi selvaggi, personale spesso scostante, linee carenti e percorsi inspiegabili, solo per citare i più evidenti).

Eppure se, preda delle mie insicurezze, cerco un riscontro all’ottimismo di Pissarello nelle indicazioni trapelate dall’articolo di Marco Grasso, pubblicato da La Repubblica sette giorni prima, mi trovo a leggere quanto segue: Continua a leggere Pissarello e la doppia verità di AMT…

I magazzini del design restano nel magazzino dei sogni. Per fortuna.

15 novembre 2009 alle 19:14 | Pubblicato in Centro Storico, Porto Antico | Lascia un commento

Rendering Magazzini del Design

La prima pietra dei magazzini del design, posata simbolicamente dall’allora sindaco Giuseppe Pericu il 4 Giugno di 5 anni fa, rimarrà l’unica. Ebbene sì, il palazzetto di vetro della Darsena, che avrebbe dovuto sorgere sul fianco del bacino dei Rimorchiatori Riuniti, rimarrà un sogno sulla carta.

Era già un po’ di tempo che mi domandavo che fine avesse fatto il progetto della Spadolini (ex preside di Architettura) di erigere un cubo di vetro (sublimazione di rivalsa alla sfera di cristallo voluta da Renzo Piano?) tra i pescherecci e i sottomarini ormeggiati in Darsena, propenso ormai a credere che fosse stato inghiottito dal buco nero di oblio che ha ingoiato il mirabolante progetto dello studio Van Berkel per Ponte Parodi e tutte le ambizioni del Silos Hennebique, quando mi sono imbattuto in un trafiletto del Secolo XIX che mi ha svelato la verità dei fatti: “il palazzetto del design non s’ha da fare”.

E, detto tra noi, per una volta ho provato un sospiro di sollievo. Perché in tutta franchezza Genova in generale, e il Porto Antico in particolare, non hanno bisogno di un altro (mini)museo, ma piuttosto di qualche elemento che convogli la vita quotidiana degli stessi genovesi. Fin troppi sono i giocattoli pensati esclusivamente per attirare i turisti scesi dal pullman: Acquario, Museo del Mare, Città dei Ragazzi, Museo Luzzati, Museo Nazionale dell’Antartide, Biosfera, Galeone dei Pirati, Bigo sono già tutte attrazioni a pagamento e francamente non tutte valgono il prezzo (oneroso) del biglietto. Ad oggi il Porto Antico è un’operazione riuscita solo a metà, una parte di porto riguadagnata alla città ma al costo di vederla travestita da baraccone. Troppo netto è il distacco dal centro storico e troppo pochi sono i genovesi che si aggirano tra il palmeto del Millo e i moli della Darsena.

Entrando nel merito della questione, Continua a leggere I magazzini del design restano nel magazzino dei sogni. Per fortuna….

L’Ipod di Steve Jobs, la linea rossa di Chicago e la Stazione della metropolitana di Piazza Corvetto. Non ci rimangono che le provocazioni.

27 ottobre 2009 alle 23:55 | Pubblicato in Metropolitana | 1 commento

Surfando la ragnatela (letteralmente “navigando su internet”) ieri mi sono imbattuto in una notizia che ha destato la mia curiosità offrendomi uno spunto molto ghiotto:

Apple Inc., colosso dell’informatica e del multimedia, mamma del Macintosh (il computer dei grafici e dei dandy), dell’iPod (lo scatolotto magico che sta in fondo ai fili bianchi delle cuffiette), di iTunes (il sito per il download di musica e film che resiste al peer to peer) e del più trendy telefonino multi-touch (iPhone dei mie desideri) ha elargito un cospicuo contributo per la ristrutturazione di una stazione sulla linea rossa della metropolitana di Chicago, attualmente (e ancora per poco) nota come “North & Clybourn”. Spicciolo più spicciolo meno si tratta di 4.000.000,00 dollari (fonte www.ChicagoBusiness.com).

Aspettate, non vorrei che vi fosse sfuggito qualche zero, è il caso di ritornarci, ho detto proprio “quattro milioni di dollari”.

A che pro? vi chiederete voi, che da bravi genovesi conoscete bene il valore della moneta sonante: evergetismo? No, marketing! Proselitismo del marchio.

Tradotto in soldoni, Apple Inc., a fronte dello stanziamento di cui sopra, ottiene la proprietà esclusiva di tutti gli spazi pubblicitari all’interno della stazione, la scelta del nuovo nome della fermata (l’ultima frontiera del marketing, il naming, vedi “Mazda Palace”, “Emirates Stadium”, etc) e ovviamente tutto il ritorno di immagine implicito in una iniziativa… stravagante (non per nulla l’iPod è finito anche su Basilico!).

Ma che c’entra Chicago, patria di Al Capone e di Barack Obama, con la bistrattata Zena, patria di Donato Bilancia e di Giuseppe Mazzini, vi domanderete voi? Continua a leggere L’Ipod di Steve Jobs, la linea rossa di Chicago e la Stazione della metropolitana di Piazza Corvetto. Non ci rimangono che le provocazioni….

Metropolitana e nuvole

19 settembre 2009 alle 23:53 | Pubblicato in Metropolitana, Mobilità | Lascia un commento

Ieri ho scritto due righe su metropolitana e AMT riguardo all’ultima provocazione del gestore del trasporto pubblico cittadino: aumentare gli utilizzatori della linea sotterranea (e soprattutto ingrassare le casse) introducendo un biglietto “esclusivo” a 1€. Oggi mi sento generoso e voglio raddoppiare, spendendo qualche parola per cercare di rispondere al quesito: perché la metro non è riuscita a conquistare i genovesi?

Perché è breve, anzi esigua, ovviamente, ma non soltanto. A mio avviso infatti, la configurazione della linea la rende fruibile sostanzialmente da tre categorie di utenti: gli abitanti di Certosa (e zone limitrofe), gli abitanti di Di Negro (e limitrofe), i pesci del bacino portuale.

Ebbene sì, soprattutto i pesci. Perché come sanno bene gli esperti, e come è facile capire per tutti gli altri, l’utenza di una fermata (di metro/tram) può essere individuata tra le persone residenti (o dirette) in zone delimitate all’interno di un cerchio di raggio pari a 300m e cento sui punti di accesso alla stazione.

Ma dal momento che la metropolitana di Genova segue la sagoma del porto nel suo percorso tra Di Negro e Caricamento, allora le quattro fermate ivi racchiuse risultano sfruttabili solo al 50% (ben metà del cerchio cade tra l’acqua e i moli).

Viceversa, gli utenti della metro oggi sarebbero ben più numerosi se il tracciato fosse spostato giusto 2-300 metri a monte. Prima di innescare una tardiva polemica coi progettisti, voglio chiarire che la soluzione in vigore è stata dettata in primis da ragioni economiche, la spesa da affrontare per realizzare questa seconda ipotesi progettuale sarebbe stata ben più onerosa, probabilmente fuori dalla portata delle perennemente esangui casse municipali.

Ma perché partendo dalle 7 (sette!) fermate oggi a disposizione sostengo che solo gli abitanti di Certosa e Di Negro possano dirsi felici utilizzatori del servizio?

Per comprendere la mia posizione vi invito a considerare i seguenti cinque punti: Continua a leggere Metropolitana e nuvole…

Metrofollia: maldestre provocazioni di AMT

18 settembre 2009 alle 23:22 | Pubblicato in Metropolitana, Mobilità | Lascia un commento

Riporto testualmente dal Secolo XIX di oggi: “Troppo corta la metropolitana di Genova e così molti genovesi non la utilizzano. Per attirare più utenti AMT sta meditando di inserire un nuovo biglietto solo per questo mezzo a un euro”.

Davanti a certe affermazioni mi trovo davvero senza parole. Se, come effettivamente è, la metropolitana di Genova per la gran parte dei cittadini risultasse un mezzo assolutamente inutile, continuerebbe ad esserlo a prescindere dal prezzo, probabilmente anche se fosse del tutto gratuita. Comunque, anche in ottica di tentare una campagna di marketing rivolta a potenziali utenti del mezzo che per disaffezione o pregiudizio attualmente non ne fanno utilizzo, uno sconto del 16% (0,20€) non so quanta attrattiva possa vantare.

Tra l’altro, proporre un biglietto a 1 € per la sola metropolitana, prima che un regalo agli utenti è un vero affare per AMT che, a fronte di una minore disponibilità di servizio, andrebbe a incassare più di quanto non faccia col biglietto ordinario. Già, perché degli esosi 1,20 € pagati per ogni biglietto (ricordo che Milano, Roma e Napoli, città che offrono un servizio integrato metropolitana-quella vera- autobus e treno urbano ben più rispettabile, hanno le tariffe bloccate sull’euro) la stessa AMT versa una fetta consistente a Trenitalia, visto che il biglietto è presentato nella forma integrata bus-treno.

Piuttosto, se davvero si vuole tentare un esperimento di rilancio della metropolitana a vantaggio degli utenti e non della sola AMT, stimolando il consumo di un servizio al momento poco attrattivo mediante una leva sul prezzo, si dovrebbe proporre un’offerta ben più aggressiva: per esempio poter usufruire del (modesto) servizio della Metro coi biglietti da 70 centesimi già emessi da AMT ma in vigore solo per ascensori e funicolari (di per loro già fin troppo esosi!).

In tal modo si eviterebbe anche la necessità di stampare nuovi ticket e si potrebbe vincolare la promozione a un particolare periodo.

Cara AMT, non te lo meriti ma per questa volta lo slogan è gratis: “In metro col biglietto dell’ascensore! Fino a Natale.”

Il mugugno di Bertone

10 settembre 2009 alle 21:33 | Pubblicato in Costume, Persone | Lascia un commento

Lo scorso 6 Settembre il decimonono ha pubblicato in prima pagina un’editoriale a firma di Giorgio Bertone, ordinario della solenne Cattedra di Letteratura Italiana presso quella istituzione un po’ sgangherata che è l’Università degli Studi di Genova. Il titolo del pezzo era piuttosto eloquente riguardo al suo contenuto “Brevettare il mugugno, prodotto doc come il pesto”.

Un po’ per la totale assenza di accadimenti di un certo rilievo, un po’ perché l’argomento aveva toccato corde care ai genovesi, nei giorni successivi il quotidiano ha dato ampio spazio alla eco dell’articolo, complice il fatto che negli stessi giorni la cittadina rivierasca di Bogliasco celebrava il mugugno con l’assegnazione del Premio Nazionale omonimo.

Stuzzicato da una certa futile speculazione, non perdo l’occasione di aggiungere la mia voce al coro, per spiegare perché questo blog ha rinnegato il suo nome originario (Mugugno, appunto), per spendere due parole sull’esimio Professor Bertone e come di consueto, per lasciarmi correre a qualche digressione che mi riguarda in prima persona.

Innanzitutto però il Professore emerito Giorgio Bertone. Continua a leggere Il mugugno di Bertone…

Porto Antico & Centro Storico.Genova e il vezzo raffinato di farsi brutti per gli ospiti. [ragioni e dissennatezze di un crimine manifesto]

16 luglio 2009 alle 23:41 | Pubblicato in Centro Storico, Costume, Porto Antico | 1 commento

Quanto segue non è vera cronaca, nessuno scoop si cela dietro al grassetto del titolo, e ciò che attende i malcapitati lettori è solo l’onda lunga e la risacca di uno sfogo ampiamente meditato.

Il fatto è che c’è una cosa che proprio non riesco a spiegarmi e dopo tante inutili arrabbiature mi trovo ad ammettere che si tratta di un segno irriducibile della mia città, caratteristica peculiare indegna di ogni tentativo di correzione da parte dei suoi indolenti amministratori:

Perché Genova si esalta nell’ostentare le sue brutture e si compiace nel nascondere i suoi pregi?

Quale insondabile scopo è insito nell’aver messo sotto gli occhi di tutti l’apice del proprio degrado e nel tenere gelosamente occultati i propri tesori?

E perché aver abbandonato proprio il Centro Storico, culla e focolare della civiltà municipale?

Perché non essersi accorti del patrimonio unico racchiuso tra le vie anguste e le mura vertiginose?

Perché averlo mortificato con volumi di cemento sproporzionati e interventi di recupero mistificatori?

E poi perché aver fatto del porto antico, complemento e compimento del centro storico, un quartiere di baracconi, richiamo in egual modo di turisti e balordi?

Non riesco proprio a spiegarmelo. Eppure Continua a leggere Porto Antico & Centro Storico.Genova e il vezzo raffinato di farsi brutti per gli ospiti. [ragioni e dissennatezze di un crimine manifesto]…

Per AMT ogni giorno è… sabato.

10 giugno 2009 alle 23:25 | Pubblicato in Mobilità | Lascia un commento

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L’ultima magia che AMT ha tirato fuori dal cilindro ha la forma di un calendario in cui al giovedì segue il sabato, poi di nuovo sabato, poi finalmente domenica ma di seguito, tanto per non perdere il vizio, ancora un sabato. Purtroppo però AMT non è riuscita a convincere di ciò il mio datore di lavoro che si ostina a considerare la settimana costituita di 1 giorno festivo e 6 giorni feriali, di cui un solo sabato.

Ma andiamo alla notizia: nelle giornate di venerdì 5 Giugno (data dello spettacolo delle frecce tricolore) e di lunedì 8 Giugno, senza dare alcun preavviso ai propri utenti, AMT ha adottato l’orario sabatale, riducendo drasticamente la frequenza e il numero delle corse.

I bistrattati utenti del servizio di trasporto pubblico (pronuncio questa parola con attenta circospezione, in tempi sospetti non vorrei essere additato di sedizione dal governo cittadino di estremo “centrosinistra”), che (scellerati!) hanno provato a salire su un autobus nei giorni incriminati hanno dovuto dunque fare i conti con interminabili attese e inestricabili ammassi di gente alle fermate, per poi essere premuti in scatole di carne umana prossime all’esplosione. Continua a leggere Per AMT ogni giorno è… sabato….

AAAiuole e Caruggi: cercasi sponsor disperatamente

1 giugno 2009 alle 22:17 | Pubblicato in Centro Storico, Politica | 3 commenti

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C’è una parola, ultimamente un po’ bistrattata, di cui continuo a subire il fascino discreto: è la parola “pubblico”.
Sì, “pubblico”, ma nell’accezione di attributo, non di sostantivo, non sto parlando del pubblico pagante del cinema o dello stadio, ma piuttosto della “cosa pubblica” ovvero di “ciò che è di tutti”, sottintendendo a “tutti” la nozione di cittadini, secondo quanto professato da tutta una serie di scartoffie, tipo la nostra Costituzione ed altra roba.
Rispetto a termini ben più in voga nell’ultimo periodo, come libertà, democrazia, popolo, il termine pubblico gode di scarsa visibilità e minore considerazione. Inoltre, “pubblico” ha una nemesi, che pian piano si è trasformata in vera e propria ossessione: “privato”.
“Privato” è più bello, “privato” è più moderno, “privato” funziona meglio. E “pubblico”, inutile dirlo, ci soffre terribilmente.
C’è però una parola che va d’accordo con “pubblico” e condivide con esso le medesime frustrazioni. E’ la parola “comune”, quella di “senso comune”, “bene comune”, “mal comune mezzo gaudio” e ovviamente “Comune di Genova”. Comune e Pubblico vanno talmente d’accordo che potremmo considerarli omologhi, fratellastri, essendo praticamente sinonimi senza aver condiviso le origini (la radice). Continua a leggere AAAiuole e Caruggi: cercasi sponsor disperatamente…

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